Il 16 maggio 2026 il centro di Modena è stato teatro di un grave episodio di cronaca: un uomo alla guida di una Citroën C3 ha lanciato l’auto ad alta velocità contro i pedoni in via Emilia Centro, nella zona ZTL, causando diversi feriti, alcuni gravissimi.
Il conducente è stato identificato come Salim El Koudri, 31 anni, residente nel modenese, laureato in Economia e incensurato. Dopo l’impatto contro una vetrina, è sceso dall’auto armato di coltello e ha tentato di fuggire, ferendo anche un passante che cercava di bloccarlo. È stato poi fermato da alcuni cittadini e dalle forze dell’ordine.
Il bilancio provvisorio parla di 7-8 feriti, con almeno quattro persone in condizioni molto gravi. Una donna di 55 anni ha subito l’amputazione delle gambe dopo essere stata travolta.
Le indagini, coordinate anche dall’antiterrorismo di Bologna, al momento escluderebbero collegamenti con il terrorismo jihadista o reti organizzate. Secondo gli investigatori, il gesto sarebbe collegato a un forte disagio psichico e a un presunto “delirio persecutorio”. L’uomo avrebbe dichiarato di sentirsi bullizzato e perseguitato.
È emerso inoltre che tra il 2022 e il 2024 era stato seguito da strutture di salute mentale per disturbi schizoidi o problemi psichiatrici, ma non risultava sottoposto a TSO né monitorato recentemente.
L’episodio ha generato forte shock nazionale, con la visita ai feriti da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Intanto il dibattito pubblico si è concentrato su salute mentale, prevenzione e sicurezza urbana. Perché in Italia aspettiamo sempre il disastro prima di discutere seriamente dei problemi. Una tradizione nazionale quasi quanto lamentarsi del traffico e poi parcheggiare in doppia fila.
Salute mentale e fatti di Modena: il disagio invisibile che l’Italia continua a ignorare
Salute mentale e fatti di Modena: il disagio invisibile che l’Italia continua a ignorare
Quando una tragedia colpisce una città come Modena, il dibattito pubblico segue quasi sempre lo stesso schema:
shock iniziale, ricerca del colpevole perfetto, semplificazione estrema e spettacolarizzazione mediatica.
La realtà però è spesso più complessa.
Dietro molti episodi di cronaca emergono dinamiche profonde legate a:
- salute mentale;
- isolamento sociale;
- fragilità psicologiche;
- dipendenze;
- disagio economico;
- assenza di reti di supporto.
Parlare di salute mentale dopo i fatti di Modena non significa giustificare eventuali comportamenti violenti o criminali.
Significa comprendere che il disagio raramente nasce all’improvviso.
Salute mentale in Italia: i numeri della crisi
Secondo il Ministero della Salute, nel 2024 oltre 845 mila persone sono state assistite dai servizi specialistici di salute mentale in Italia.
I nuovi utenti presi in carico dai Dipartimenti di Salute Mentale sono stati oltre 272 mila.
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