Tutti pensano X, invece è Y. Ad esempio, quando si tratta di furti, rapine, reati predatori, questo "tutti pensano X" si vede sempre.
- Tutti pensano che i ladri e gli scippatori, i rapinatori, chi commette un reato predatorio, lo fa perché tanto sa che domani sarà rilasciato. Quindi le persone dicono: «Tizio ruba perché tanto lo sa che domani è fuori». Non è vero, non è così. Le persone commettono i reati perché i reati sono la loro cosa. Un mio cliente, rapinatore di ville, svaligiatore, ha sempre commesso i reati perché pensava di essere molto bravo. «Eh, sono molto bravo, sono molto bravo, sono molto bravo, non mi beccheranno mai». Non lo era, tant'è che l'hanno arrestato. Non ha mai detto: «Io rubo, tanto i giudici mi buttano fuori». Tra l'altro, nella nostra zona, Busto Arsizio, Legnano, Milano, c'era tempo fa una linea molto dura sui furti, specialmente con i giudici monocratici delle sedi distaccate, quindi non era proprio così. Ma lascio stare.
Le persone che rubano lo fanno perché è il loro mestiere. Punto. Perché pensano di essere brave, perché è il loro mestiere. Sì, ho detto mestiere. Tizio ruba, il giorno dopo porta al compro oro quello che ha rubato. Non tiene nulla della refurtiva, ma neanche un braccialetto per simpatia. Va e porta e va. E quindi è come se fosse un appalto, un concorso, come se fosse un ordine, come se fosse una commessa. Un ordine, una richiesta, una delivery.
Le persone fanno quello che sono, specialmente nei reati predatori. Non c'è quello che si sveglia la mattina e dice: «Oh Zigulì, oh, che so, Brugolì, oh Pisellì, oh Topolì, guarda che oggi hanno messo le truffe a 10 anni. Son tanti 10 anni, se ci beccano è un casino. Meglio andare da Adecco e chiedere, boh, di fare il magazziniere». Le persone non si svegliano e vanno nel codice e dicono: «Mamma mia, le pene sono alte, non facciamo i reati». Le persone si svegliano e dicono: «Questa è la mia cosa, sono bravo, c'ho le occasioni, mi trovo, c'ho il gruppo, so già dove portare le cose, è facile. Oh, adesso non spieghiamo come si ruba, però ho gli strumenti». E quindi lo fanno. Le persone fanno quello che sono, sempre.
Tra l'altro, io dico che è il loro mestiere perché voi dovete saperlo. Magari non è che tutti i giorni, fortunatamente, eh, non è roba da fighi, avete a che fare con i ladri. Allora, io vi dico: ci sono dei ladri che sono molto bravi perché si intrufolano, perché offrono il caffè alla fonte del bar che è lì a fianco a voi e vi chiede delle vacanze e voi non pensate minimamente che siano complici. Sono molto bravi perché magari riescono ad andare tra la protezione, i gruppi dei vicinati e sentire, osservare. Sono molto bravi perché quando esce l'allarme Sicurerrimo, Verisicurissimo — nomi di fantasia, per l'amor del cielo — loro hanno già, sanno già come intervenire, hanno già chi è dentro, hanno già le contromisure. Mi diceva un mio cliente che lui è molto felice quando sa che c'è un allarme, perché ha la tempistica, la contromisura e entra. Lui entra dove vuole. Magari in alcune situazioni non va perché ci vanno gli altri o perché magari in una sera fa due o tre colpi. Fa, faceva, adesso ha pagato il prezzo con la giustizia, ha una famiglia, ha pagato i conti, lavora e anzi, è anche un bravissimo allenatore di uno sport per bambini. Quindi, dicevamo, magari in quei tempi faceva due o tre colpi.
Ora, non ci dobbiamo avvicinare a queste situazioni dicendo «tanto i magistrati...» Lascia stare che si dice 'sta stronzata di sinistra... I magistrati ti lasciano fuori. Le persone rubano perché è il loro mestiere. Se poi volete sapere chi davvero fa i conti, allora vi dovete spostare dai ladri, truffatori, gli scippatori, tutti quelli che fanno reati un po' che si vedono, e chi fa i conti sono i reati, quelli dei colletti bianchi, no? Che c'ha la camicia, no, col polsino, la camicia come me, no? E quindi sei lì e dice: «Fino a questo punto posso sversare, fino a questo punto posso evadere, fino a questo punto posso truffare perché poi la risolvo così, perché poi pago questa multa, fino a questo punto non faccio la sicurezza sul lavoro e faccio comprare le scarpe al dipendente», no? Cioè: «Portati le scarpe», dice alla gente. Ma se io andassi in pizzeria e uno mi dice «Senti, portati il forno e la pala della pizza», ma siamo scemi, no? Però quando nel lavoro tutto diventa normale. Allora cosa succede? Che quelli fanno i conti.
Ricapitolando:
- I ladri rubano perché pensano di essere molto bravi ed è la loro cosa. Non ho detto ancora mestiere.
- I ladri non controllano il codice prima di fare alcuni reati. I ladri fanno quello che devono fare. Vabbè, magari ci sono quelli un po' più scaltri che non si portano le armi, la maggior parte, oppure che sanno le aggravanti, ma non controllano a quanto sta al chilo il furto.
- I ladri fanno le cose perché c'è un sistema che li alimenta: da alcuni compro oro ai ristoranti. Ho seguito un caso dove Tizio ha rubato due camion pieni di olio e poi quest'olio è stato trovato in tutti i ristoranti della zona. Quale zona? Una zona dove quelle cose atterrano nel nord Italia. In quella zona han trovato un sacco di ristoranti che al mattino gridavano «Sicurezza!» e alla sera ritiravano l'olio, l'olio a poco perché era rubato. Allora è il loro lavoro.
I ladri, ricapitoliamo, studiano il colpo e, per assurdo, più ti prepari e più loro sanno come entrare. Poi è normale che tu ti prepari, è normale che tu ti proteggi, ma se vogliono entrare, entrano.
Allora qual è la soluzione? Lo vediamo in un prossimo video se tu qua nei commenti scrivi: «Voglio sapere tu che cazzo di soluzione pensi di avere visto che fai il figo nei video».
Rubare è una professione. Se ragioniamo così, possiamo sconfiggerla professionalmente. Metti like, fai follow, fai tutte quelle robe lì che servono sui social e che si dicono. Ciao.

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