BLACK BOX CRIME | Come Netflix, ma per la criminologia forense — Casi reali, metodo reale. | ► 7 GIORNI GRATIS

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giovedì 18 maggio 2023

Sono caduta ma non sono morta, la storia di M.

 


MI CHIAMO MARINELLA, SONO SCIVOLATA MA NON SONO DAVVERO MORTA

Le belle canzoni d'amore parlano d'amore, i capolavori parlano di delitti e morte violenta.  
Nelle storie drammatiche l'amore ce lo devi mettere tu, sfilartelo dalle dita, incastrarlo bene in ogni anfratto: è una scelta, perciò sono indimenticabili.

Dalla Calabria verso Milano con tutta la famiglia per sopravvivere, questa è la storia di Maria Boccuzzi. Una storia che finirà male: l'avete già capito e non farò nulla per illudervi del contrario.
Maria inizia a scivolare a 15 anni quando trova lavoro in una manifattura di tabacchi di via Moscova a Milano. Lì conosce Mario uno studente spiantato del quale si innamora perdutamente, ma al Signor Boccuzzi quel ragazzo non piace affatto e così Maria scappa di casa, forse senza una ragione, come un ragazzo segue un aquilone. Mario non è propriamente un Principe Azzurro con il rosso mantello e nel giro di un anno la storia finisce. Lo studente spiantato la molla su due piedi e  lei, che ha rotto i ponti con la famiglia, rimane sola con il disonore tipico di una ragazza sedotta e abbandonata in quell'Italia prima della guerra. 

In quegli anni una ragazza sola come Maria: bella, formosa, con una testa di capelli e mediterranea poteva fare solo due lavori: la soubrette o la puttana.
Maria sceglie la prima opzione e con lo strano nome d’arte di Mary Pirimpo, tenta di realizzare il sogno di diventare ballerina. Frequenta i locali di Milano dove conosce tale Jimmy, ex ballerino di fila di Wanda Osiris. Anche Jimmy non è propriamente un Principe Azzurro con il bianco cappello: di giorno venditore scioperato di assicurazioni, di notte animatore ruffiano di night club. Jimmy non aiuta Mary a entrare nel mondo della spettacolo, ma l'avvia ai viscidi baci senza sorrisi dei clienti. Maria è sola, sfruttata e scivola, scivola sempre più sino a che viene ceduta a tal “Carlone”, che di lavoro invece ne fa solo uno: il protettore. 

Maria è rinchiusa in una casa di tolleranza, sempre più infelice e con mille clienti a bussare alla sua porta. Una casa di tolleranza con una metréssa significa ugualmente violenza, sopruso e altro, non illudetevi del contrario.
Arriva la guerra e Maria perde anche quel lavoro e si ritrova a fare la prostituta di strada.

28 Gennaio 1953, Maria è sola, fredda e con il corpo pieno di dolore, crivellata con sei colpi di calibro 6.35. Uccisa forse da un cliente violento, per un regolamento di conti, forse per questioni di droga o forse perché finita nella tratta delle bianche, nessuno saprà mai la ragione di questo femminicidio.

La Polizia chiude dopo poco il caso, perché, diciamocelo chiaro: “la morte violenta non è una conseguenza scontata del fare la prostituta?”.


Vittimologia e resilienza: quando la sopravvivenza è un atto di coraggio

La storia di M. è un caso reale di violenza e sopravvivenza analizzato con gli strumenti della vittimologia e della psicologia forense. Francesco P. Esposito accompagna il lettore attraverso le dinamiche del trauma da abuso, i meccanismi psicologici che intrappolano le vittime e il percorso difficile verso la resilienza. Un racconto che insegna a leggere il crimine dalla parte di chi lo subisce.

→ Studia la vittimologia su accademiapsicocrime.it

mercoledì 17 maggio 2023

TRUE CRIME GAMES, CastleCreek Edition



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Avete mai sentito parlare dei True Crime Games? No? Allora preparatevi, perché vi aspetta un'avventura emozionante! 

Immaginate questo: siete rilassati sul vostro divano, una ciotola di popcorn al vostro fianco, completamente immersi nel vostro documentario sul crimine preferito. 

Il detective svela gli indizi, la suspense cresce e vi ritrovate a pensare: "Ehi, avrei potuto risolvere anch'io questo caso!". Se avete mai provato un brivido di adrenalina nel districare un mistero, allora i True Crime Games fanno al caso vostro! 


I True Crime Games sono fondamentalmente giochi video o da tavolo che ruotano attorno a storie di crimini reali. Stiamo parlando di tutto, dai famigerati serial killer ai misteri irrisolti che hanno lasciato perplessi gli investigatori per decenni. 


Questi giochi non sono per i deboli di cuore! Richiedono che voi calziate le scarpe di un detective o di un investigatore, passando al setaccio le prove, collegando i punti e, speriamo, risolvendo il caso. Questi giochi sono incredibilmente coinvolgenti e dettagliati. Alcuni includono addirittura vere e proprie cartelle investigative, foto del luogo del delitto o mappe interattive per aiutare le vostre indagini. È come vivere nel vostro documentario sul crimine, con una differenza chiave - non siete solo spettatori, partecipate attivamente alla soluzione del mistero! 

Quindi, se avete un occhio attento ai dettagli, un fiuto per gli indizi e un amore per tutto ciò che riguarda il crimine e il mistero, i True Crime Games potrebbero diventare la vostra prossima grande ossessione. 


Ricordatevi solo di tenere le luci accese, ok? 😉


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Diventa un vero detective e scopri l’oscuro mondo dei crimini più terribili con il nostro TrueCrime Games Book.

OLTRE 101 ATTIVITÀ CHE TI PORTERANNO ALLA SCOPERTA DEI SERIAL KILLER PIÙ FAMOSI E DEI LORO CRIMINI! 

Immergiti tra le pericolose strade di Castlecreek e metti alla prova le tue abilità investigatrici. 

Sfidati con:
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Trova le parole
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Curiosità ...e molto altro ancora.

Scopri fatti sorprendenti sulle vite e i crimini dei serial killer più efferati al mondo tra cui Ted Bundy, Aileen Wuornos, John Wayne Gacy, Zodiac, Jack lo squartatore e molti altri. Questo libro è anche un regalo magnifico per gli appassionati di crimini e omicidi che desiderano saperne di più sulla criminologia e il criminal profiling e che vogliono contribuire, come te, a un mondo migliore.

Ricorda: le informazioni contenute in questo libro sono fornite a scopo informativo e non si sostiene l’omicidio, la violenza o le azioni malvagie dei per
sonaggi descritti.




True Crime Games: allena il tuo pensiero investigativo

TRUE CRIME GAMES CastleCreek Edition è il libro-gioco interattivo creato da Francesco P. Esposito per allenare il pensiero investigativo. Casi da risolvere, indizi da valutare, profili da costruire — tutto basato su logiche reali della criminologia forense. Non è un gioco qualsiasi: è un metodo per imparare a vedere quello che gli altri non vedono.

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lunedì 17 aprile 2023

Scopri se il tuo capo è uno psicopatico (e potenziale serial killer)



👨‍💼 Manager: Ciao Luca, grazie per essere venuto nel mio ufficio. Volevo parlarti di qualcosa di molto personale e importante. 

👨‍💻 Luca: Certo, sono tutto orecchie. Di cosa si tratta? 

👨‍💼 Manager: Beh, in realtà volevo confessarti che sono un psicopatico. È qualcosa che ho sempre saputo di me stesso, e mi piace. 

👨‍💻 Luca: (visibilmente sorpreso) Oh, ehm... non me lo aspettavo. Ma quali sono i comportamenti che ti fanno pensare di essere psicopatico?
 
👨‍💼 Manager: Ne ho diversi, ad esempio: manipolazione, mancanza di empatia, grandiosità, impulsività, irresponsabilità, superficialità e charm superficiale. 

👨‍💻 Luca: (preoccupato) Capisco. Beh, hai mai pensato di cercare aiuto per queste tendenze? 

👨‍💼 Manager: In realtà no, mi piace così com'è. Trovo che queste caratteristiche mi rendano un leader più efficace e mi aiutino a raggiungere i miei obiettivi senza troppi ostacoli.

👨‍💻 Luca: Capisco la tua posizione, ma forse dovresti considerare l'impatto che questo può avere sulle persone intorno a te e sul clima aziendale. 

👨‍💼 Manager: (sorridendo) Grazie del consiglio, Luca. Ma non preoccuparti, ho tutto sotto controllo. 

***

Se noti tali segnali in un collega o superiore, potrebbe essere un segnale di allarme per un potenziale psicopatico. 

Questi comportamenti possono influire negativamente sulla cultura aziendale e sulla morale dei dipendenti, portando a conseguenze disastrose. Prendere azioni appropriate per proteggere se stessi e la propria carriera è essenziale. 

Fai attenzione e cerca aiuto se necessario.

***

KIT DEL PRONTO SOCCORSO CRIMINOLOGICO

Ecco una lista alternativa di comportamenti identificativi che un manager psicopatico potrebbe esprimere:

- Mentire con facilità e costruire storie complesse per giustificare le loro azioni.

- Mostrare una mancanza di empatia per gli altri, senza preoccuparsi dei loro sentimenti o bisogni.

- Essere manipolativi e usare le persone per raggiungere i loro obiettivi senza remore.

- Essere impulsivi e agire rapidamente, senza pensare alle conseguenze a lungo termine.

- Mostrare una mancanza di rimorso per i loro errori, non ammettendo mai di essere in colpa.

- Sembrare freddi, distanti e privi di emozioni, anche in situazioni emotivamente cariche.

- Essere ossessionati dal successo e dal potere, spesso a spese degli altri.

- Essere estremamente competitivi e non avere rispetto per i confini o i limiti degli altri.

- Essere arroganti e presumere di sapere sempre meglio degli altri.

- Essere insensibili ai rischi e alle sfide, cercando sempre la loro prossima impresa rischiosa.


Hai altri punti? Aggiungili nei commenti!


Psicopatia in ufficio: come riconoscere i tratti del predatore

La psicopatia non è solo una caratteristica dei serial killer — si manifesta anche negli ambienti lavorativi, spesso ai livelli apicali. Francesco P. Esposito, criminologo forense, spiega come riconoscere i tratti psicopatici nel comportamento del proprio capo: mancanza di empatia, manipolazione, charme superficiale e assenza di rimorso. Strumenti di analisi che vengono direttamente dai profili criminologici forensi.

→ Studia i profili psicologici su accademiapsicocrime.it

venerdì 7 aprile 2023

L'uva che uccide (vieni a morire in Puglia)

Morte nei vigneti in Puglia: il lato oscuro dello sfruttamento agricolo

Morte nei vigneti in Puglia: il lato oscuro dello sfruttamento agricolo

Un uomo muore dopo aver lavorato tra i vigneti.
Non è solo un incidente.
È qualcosa che nessuno vuole raccontare.


Il caso

Nel cuore della Puglia, tra filari ordinati e produzione agricola intensiva, si consuma una morte che, ufficialmente, può sembrare una fatalità. Ma quando si osservano le condizioni di lavoro, i tempi, le dinamiche, emerge un quadro diverso. Un sistema dove il corpo umano diventa strumento. E poi scarto.

Cosa non torna

Orari massacranti. Caldo estremo. Nessuna tutela reale.
La narrazione ufficiale spesso semplifica, riduce, archivia.
Ma nei dettagli si nasconde sempre qualcosa:

  • assenza di controlli efficaci
  • condizioni fisiche al limite
  • catene di comando opache

Non è solo una morte. È una dinamica che si ripete.

Dinamica criminologica

Quando il lavoro diventa sfruttamento sistemico, il rischio non è più un incidente.
È una conseguenza.

Il caporalato non è solo intermediazione illegale.
È un modello organizzato che abbassa il costo umano fino al punto di rottura.

E quando il sistema regge sulla pressione costante, la morte non è un errore.
È una variabile prevista.

Il contesto: caporalato e sfruttamento agricolo

Parlare di “uva che uccide” è una semplificazione quasi comoda.
Il problema reale è strutturale.

Filiera lunga. Margini compressi. Domanda alta.
E in mezzo, lavoratori invisibili.

La Puglia non è un’eccezione.
È uno specchio.

Conclusione

Ci sono morti che fanno rumore.
E morti che vengono assorbite dal sistema.

Questa è una di quelle storie che rischiano di sparire.
A meno che qualcuno non le guardi per quello che sono.


Francesco Paolo Esposito
Criminologo forense
Analisi di casi reali tra narrazione e metodo investigativo


“Sono le due del mattino: ma è già tardi. Ho appena finito di preparare lo zaino dei miei figli, caricato la moka e messo la frittata nel panino di mio marito.
Bisogna far presto a scendere subito altrimenti ti fregano il posto. Devo andare nei campi, sopravvivere!

Mettermi in attesa assieme alle altre perché non posso permettermi di perdere questi 29 euro di oggi. Passano e se non ti vedono in mezzo a tutta quella calca perdi la giornata, non ti scelgono.

Dicono: siamo fortunate perché abbiamo le dita piccole e possiamo ancora lavorare. Non ci lamentiamo o restiamo a casa, che di donne con le dita sottili, affamate e con un uomo che lavora a giornata e non prende sempre lo stipendio ne è piena la Puglia e tutto il sud Italia.

Vengono a prenderci coi pullman bianchi con i cestini attaccati sopra. Sembra di andare in qualche pellegrinaggio, dato che facciamo 200 km tra andata e ritorno. Ci portano loro, quelle che oggi si fanno chiamare agenzie turistiche, ma sono sempre i soliti caporali. Sempre i soliti padroni che ci chiedono 10 euro a viaggio e ci vietano persino di andare in bagno e di mangiare.

Ma come possiamo andare nei campi senza di loro? Qui c'è solo questa fatica e solo quelli la offrono. E allora siamo tutti insieme, in questa transumanza di donne come bestie, caricate anche in 25 a furgone.

Staccare un grappolo intero, togliere l'uva brutta e mettere il resto nelle cassette. Ripetere l'operazione, ripetere tutto per 14 ore, viaggio compreso. Senza pausa, senza bagno, sempre con le urla della fattora che ti dice di sbrigarti: dentro serre che raggiungono i 45 gradi. 3 euro all'ora il mio salario.

Dallo stipendio di fine mese però, scritto sulla busta paga, bisogna restituire al caporale sino a trecento euro.

La riduzione in schiavitù secondo i proprietari dei campi è giusta, è un servizio e va pur di ricompensata. Siamo in 400.000 in tutta Italia. L'80 percento sono neri africani, marocchini, bangla, pakistani ecc.

Numeri altissimi, non credevi?

Qualche volta una di noi donne muore per il troppo caldo com’è stato per la mia amica Paola. Oppure è un incidente stradale a uccidere 12 migranti tutti in una volta come ad agosto 2018 nel foggiano. Queste storie non hanno senso. Non capisco neppure perché se qualche brava persona difende anche i diritti degli stranieri a non essere sfruttati li insultate e li chiamate “buonisti” con tono dispregiativo.
Come fate a non vedere che difendere i diritti di qualsiasi nuovo schiavo significa difendere i diritti di tutti?

Anche i miei, un'italiana di 45 anni che vive in Puglia come un cane legato alla catena”.


Tossicologia forense e crimine rurale: quando il veleno si nasconde nella natura

Il caso dell'uva che uccide in Puglia è un esempio perfetto di come il crimine si mimetizzi nei contesti più ordinari, più bisognosi, più vicini.

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giovedì 30 marzo 2023

Criminologia e neuroscienze: prospettive divulgative


La neuroscienza forense è un campo in rapida crescita che sta cambiando il modo in cui il sistema giudiziario affronta i casi. La neuroscienza forense combina la scienza della neurobiologia con le esigenze legali per comprendere meglio come il cervello umano influisce sul comportamento criminale. 

Questo può aiutare a risolvere casi complessi e a garantire che la giustizia sia fatta.

Uno dei modi in cui la neuroscienza forense sta influenzando il sistema giudiziario è fornendo nuove informazioni sulle motivazioni e sulle intenzioni dei criminali. Ad esempio, i neuroscienziati possono utilizzare tecniche di imaging cerebrale come la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per studiare l'attività cerebrale durante la commissione di un crimine. 

Questo può fornire informazioni sulle motivazioni del criminale e sulle sue intenzioni, che possono essere utilizzate come prove durante il processo.

La neuroscienza forense può anche aiutare a valutare la credibilità dei testimoni e delle confessioni. Ad esempio, i neuroscienziati possono utilizzare tecniche come l'elettroencefalografia (EEG) per valutare la risposta del cervello di un testimone alle domande durante un interrogatorio. 

Questo può aiutare a determinare se un testimone sta mentendo o se la sua testimonianza è affidabile. Inoltre, la neuroscienza può anche essere utilizzata per valutare la capacità di un individuo di comprendere e accettare le conseguenze delle proprie azioni, che è un fattore importante nella determinazione della pena.

La neuroscienza forense sta anche influenzando il modo in cui le prove sono presentate in tribunale. Ad esempio, i neuroscienziati possono aiutare a spiegare il significato delle prove biologiche, come i risultati di un test del DNA, in modo che siano comprensibili per il giudice e per il pubblico. Inoltre, la neuroscienza forense può aiutare a spiegare come i pregiudizi e le influenze culturali possono influire sulla percezione umana, che è importante per valutare la credibilità dei testimoni e delle prove.

In sintesi, la neuroscienza forense sta giocando un ruolo sempre più importante nella risoluzione dei casi giudiziari. Offre una comprensione più profonda della mente umana e dei processi cognitivi che sono alla base del comportamento criminale e può aiutare a garantire che la giustizia sia fatta. La neuroscienza forense sta anche influenzando il modo in cui le prove sono presentate in tribunale e il modo in cui le testimonianze sono valutate.

Inoltre, la neuroscienza forense sta anche contribuendo alla prevenzione del crimine. Ad esempio, i neuroscienziati possono studiare i fattori di rischio neurobiologici che possono predisporre un individuo a comportarsi in modo criminale. 

Queste informazioni possono essere utilizzate per sviluppare programmi di prevenzione e intervento prima che il crimine abbia luogo.

Nonostante i progressi nella neuroscienza forense, ci sono ancora molte sfide da affrontare. Ad esempio, la neuroscienza forense è ancora un campo relativamente nuovo e in evoluzione, e c'è ancora molto da imparare sulla relazione tra il cervello e il comportamento criminale. Inoltre, c'è ancora una mancanza di consenso sul modo in cui la neuroscienza forense dovrebbe essere utilizzata nei tribunali e su come le sue conclusioni dovrebbero essere valutate.

In conclusione, la neuroscienza forense sta diventando sempre più importante per il sistema giudiziario e sta influenzando il modo in cui i casi sono risolti e le pene sono determinate. 

Mentre la neuroscienza forense continua a evolversi, sarà importante continuare a esplorare i suoi potenziali e a affrontare le sfide che si presentano.


Neuroscienze e crimine: il cervello che devia

Le neuroscienze hanno rivoluzionato la comprensione del comportamento criminale. Francesco P. Esposito esplora le prospettive divulgative di questa disciplina: come la struttura e la funzione cerebrale influenzano la propensione al crimine, cosa ci dicono gli studi di neuroimaging sui soggetti antisociali e come la criminologia forense integra questi dati nell'analisi dei casi reali.

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mercoledì 22 marzo 2023

Revenge Porn: Un'Intrusione Digitale nella Sfera Intima

Introduzione




Il revenge porn è una pratica in cui vengono condivisi online contenuti sessuali privati, spesso senza il consenso delle persone coinvolte, con l'intento di umiliarle o vendicarsi per una percezione di torto subito.

Questo fenomeno, amplificato dall'avvento dei social media e della digitalizzazione delle relazioni personali, ha avuto un impatto devastante sulla vita delle vittime, la loro privacy e la loro reputazione. In questo articolo, analizzeremo le cause, le conseguenze e le possibili soluzioni per affrontare e prevenire il revenge porn.

Cause e origine del revenge porn

Il revenge porn nasce dall'intersezione tra la sfera personale e quella digitale. La diffusione di smartphone e l'accesso a Internet hanno reso la condivisione di contenuti privati, come foto e video intimi, estremamente semplice e veloce.

Tuttavia, questo tipo di condivisione può diventare un'arma a doppio taglio, quando quegli stessi contenuti vengono divulgati senza il consenso delle persone coinvolte.

Le motivazioni dietro il revenge porn possono essere varie, tra cui vendetta per una relazione terminata, gelosia, rivalità o semplice crudeltà. In molti casi, le vittime vengono colpite da ex partner che cercano di danneggiarle per vendicarsi di una percezione di torto subito.

Conseguenze del revenge porn

Le vittime del revenge porn subiscono conseguenze pesanti sia a livello emotivo che sociale. La violazione della privacy e la diffusione di contenuti intimi possono portare a vergogna, umiliazione, ansia, depressione e, nei casi più gravi, al suicidio.

Oltre alle conseguenze psicologiche, le vittime possono subire danni alla reputazione e alla carriera. La diffusione di immagini e video a sfondo sessuale può compromettere la loro posizione lavorativa e le relazioni sociali, causando discriminazione, perdita di opportunità e isolamento.

Per affrontare il revenge porn e ridurne l'impatto, è necessario un approccio combinato che coinvolga legislazione, educazione e supporto alle vittime.

Legislazione

In molti paesi, le leggi contro il revenge porn sono state introdotte o rafforzate per garantire che chi diffonde contenuti sessuali privati senza consenso possa essere perseguito penalmente. Queste leggi hanno lo scopo di scoraggiare e punire i responsabili, tutelando così le vittime.

Educazione 

L'educazione gioca un ruolo cruciale nella prevenzione del revenge porn. 

È importante promuovere una cultura del rispetto e del consenso, insegnando ai giovani l'importanza della privacy e del rispetto reciproco nelle relazioni digitali. 

Inoltre, è fondamentale informare le persone sui rischi associati alla condivisione di contenuti intimi e sulle misure di sicurezza da adottare per proteggere la propria privacy online.

Supporto alle vittime

Offrire supporto alle vittime del revenge porn è fondamentale per aiutarle a superare le conseguenze negative dell'esperienza. 

Ciò può includere servizi di consulenza, gruppi di sostegno e assistenza legale. Inoltre, è importante creare piattaforme sicure dove le vittime possano condividere le proprie esperienze e ricevere aiuto.

Cooperazione tra piattaforme e autorità

Le piattaforme online e i social media hanno un ruolo chiave nel prevenire e combattere il revenge porn. 

È essenziale che collaborino con le autorità per identificare e rimuovere i contenuti illeciti, facilitando così la denuncia e l'azione legale contro i responsabili.

Campagne di sensibilizzazione 

Le campagne di sensibilizzazione sul revenge porn possono contribuire a informare il pubblico sui rischi associati a questa pratica e a promuovere una cultura del rispetto e della responsabilità online.

In conclusione, il revenge porn è un fenomeno complesso che richiede un approccio olistico e multidimensionale per essere affrontato efficacemente. 

Attraverso la legislazione, l'educazione, il supporto alle vittime e la cooperazione tra piattaforme e autorità, è possibile ridurre l'impatto del revenge porn sulla vita delle persone e promuovere un ambiente digitale più sicuro e felice.


2. Sexting, Minori e Bullismo: Una Combustione Pericolosa

Introduzione

Il sexting, ovvero l'invio di messaggi, foto o video a sfondo sessuale tramite dispositivi elettronici, è diventato un fenomeno sempre più comune tra gli adolescenti e i giovani adulti. 

Tuttavia, quando il sexting coinvolge minori, può avere conseguenze legali e psicologiche gravi, tra cui il bullismo. In questo articolo, esamineremo il rapporto tra sexting, minori e bullismo e forniremo alcune raccomandazioni per prevenire queste situazioni pericolose. 

Il fenomeno del sexting tra i minori

La diffusione dei dispositivi elettronici e l'accesso sempre più facile ai social media hanno reso il sexting una pratica comune tra gli adolescenti.

Uno studio condotto negli Stati Uniti ha rivelato che circa il 15% degli adolescenti ha inviato messaggi o immagini sessualmente esplicite, mentre il 27% ne ha ricevuti. Tuttavia, il sexting tra i minori può avere conseguenze legali, poiché la creazione, la condivisione e la detenzione di materiale pornografico infantile sono reati penalmente perseguibili in molti Paesi. 

Il legame tra sexting e bullismo

Il sexting può diventare un terreno fertile per il bullismo, soprattutto quando le immagini o i messaggi vengono condivisi senza il consenso dell'autore o del destinatario.

Questo può portare a forme di bullismo come il revenge porn, in cui una persona condivide materiale sessualmente esplicito con l'intento di umiliare o danneggiare l'ex partner, oppure il cyberbullismo, in cui i giovani vengono presi di mira e umiliati tramite la diffusione di materiale sessuale online.

Le conseguenze psicologiche 

Le vittime di sexting e bullismo possono sperimentare una serie di conseguenze psicologiche negative, tra cui depressione, ansia, bassa autostima e isolamento sociale. In alcuni casi, queste esperienze traumatiche possono portare a pensieri suicidi o a comportamenti autolesionistici. Inoltre, la reputazione online delle vittime può essere compromessa, influenzando le loro opportunità future in ambito scolastico e lavorativo. 

Prevenzione e intervento 

Per combattere il problema del sexting tra i minori e il bullismo ad esso correlato, è fondamentale educare i giovani sui rischi e le conseguenze di tali comportamenti.

Genitori, insegnanti e altri adulti di riferimento devono: 

- Iniziare conversazioni aperte e oneste riguardo al sexting e al cyberbullismo, sottolineando l'importanza del rispetto, della privacy e del consenso.

- Monitorare l'uso dei dispositivi elettronici e dei social media da parte dei minori, stabilendo regole chiare e limiti sull'uso di questi strumenti.

- Promuovere la consapevolezza delle leggi relative al materiale pornografico infantile e delle possibili conseguenze legali del sexting tra i minori.

- Insegnare ai giovani a segnalare episodi di cyberbullismo o sexting non consensuale a un adulto di fiducia o alle autorità competenti. 

- Sostenere la creazione e l'implementazione di programmi di prevenzione e intervento nelle scuole, mirati ad educare gli studenti sui rischi del sexting e del cyberbullismo e a fornire supporto alle vittime.

- Collaborare con esperti in ambito psicologico e legale per fornire orientamento e consulenza alle famiglie coinvolte in situazioni di sexting e bullismo. 

- Incentivare l'empatia e il rispetto tra i giovani, promuovendo un ambiente scolastico e sociale sicuro e inclusivo. 

Conclusione

Il rapporto tra sexting, minori e bullismo evidenzia la necessità di affrontare questi fenomeni con urgenza e responsabilità. Genitori, educatori e altri adulti di riferimento devono lavorare insieme per prevenire e intervenire sulle situazioni di sexting tra minori e bullismo, promuovendo un clima di rispetto, consapevolezza e responsabilità tra i giovani.

Solo attraverso un impegno collettivo e coordinato sarà possibile proteggere i minori dalle conseguenze legali e psicologiche di questi comportamenti dannosi.

Revenge porn: violenza digitale e profilo criminologico dell'aggressore

Il revenge porn — o diffusione non consensuale di immagini intime — è una forma di violenza digitale che lascia cicatrici profonde nelle vittime. Francesco P. Esposito, criminologo forense, analizza il profilo psicologico dell'aggressore, le dinamiche di sextortion, le conseguenze traumatiche sulle vittime e il quadro giuridico italiano introdotto dalla Legge 69/2019. Un fenomeno che la criminologia forense legge come un crimine di potere e controllo.

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venerdì 17 marzo 2023

🔍Da Gennaro Savastano a Mr. Heisenberg: l'evoluzione dei personaggi criminali 🎬

📌Introduzione

Nel vasto panorama delle serie televisive e cinematografiche, è innegabile che i personaggi legati al mondo del crimine abbiano sempre esercitato un fascino particolare sul pubblico. 🎥 Da Gennaro Savastano, il protagonista de "Gomorra", a Walter White, alias Mr. Heisenberg, in "Breaking Bad", esploriamo come questi personaggi siano diventati icone del genere e quali siano le loro caratteristiche distintive. 🚨


🔗Gennaro Savastano: un boss di strada

Gennaro Savastano, interpretato da Salvatore Esposito, è un personaggio che ha segnato una svolta nel panorama televisivo italiano. 🇮🇹 La serie "Gomorra", tratta dal bestseller di Roberto Saviano, racconta la vita del boss camorrista nella periferia napoletana e la sua lotta per il controllo del potere. 💪🏼 La crudeltà e l'ambizione senza scrupoli di Genny sono state ampiamente discusse e analizzate, offrendo uno spaccato realistico delle dinamiche criminali del Sud Italia. 🕵️

🔗Walter White / Mr. Heisenberg: un criminale inaspettato

Walter White, il protagonista di "Breaking Bad", interpretato da Bryan Cranston, è un personaggio che ha rivoluzionato il concetto di anti-eroe. 😈 Professore di chimica diventato produttore di metanfetamine per garantire il futuro della sua famiglia, Walter si trasforma gradualmente in Mr. Heisenberg, un criminale spietato e senza pietà. 💎🧪 Il suo viaggio nel mondo della criminalità è una dimostrazione del potere corruttivo del denaro e dell'ambizione sfrenata. 📈

🎭L'evoluzione dei personaggi criminali

La trasformazione di questi due personaggi riflette una tendenza crescente nel genere: la complessità e l'umanità dei protagonisti. 🧠 Entrambi mostrano debolezze, desideri e paure che li rendono identificabili e tridimensionali, permettendo agli spettatori di entrare in empatia con le loro storie. 🔄

🔑Conclusione

Da Gennaro Savastano a Mr. Heisenberg, l'evoluzione dei personaggi criminali è un fenomeno affascinante e coinvolgente. 🌟 L'umanizzazione e la complessità dei protagonisti rendono le loro storie ancora più avvincenti, offrendo spunti di riflessione sulle dinamiche del crimine e sulle motivazioni che spingono le persone a intraprendere percorsi illegali. 🚧 Non resta che continuare a seguire queste trame avvincenti e scoprire quali nuovi personaggi e storie ci riserverà il futuro dell'intrattenimento. 🍿👀  Bottone Approfondisci Qui

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Criminologia e fiction: quando i personaggi TV hanno profili reali

Da Gennaro Savastano di Gomorra a Walter White di Breaking Bad: Francesco P. Esposito, criminologo forense, analizza l'evoluzione dei personaggi criminali nella fiction attraverso la lente del criminal profiling. Quali tratti di personalità rendono questi personaggi credibili? Come la narrativa seriale riproduce (e a volte distorce) i meccanismi psicologici reali del crimine organizzato e del delinquente comune?

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lunedì 13 marzo 2023

Forse non tutti sanno che...


Nell'antica Roma, la criminalità era una realtà come in qualsiasi altra società.

Secondo gli studiosi, il primo vero "padrino" di un'organizzazione criminale fu Clodio, attivo tra gli anni 59 e 50 a.C. La sua rivalità con l'ex gladiatore Milo e il suo gruppo di schiavi armati ha fatto la storia dell'antica Roma.

Clodio era un politico romano, noto per la sua ricchezza e il suo potere. Era un populista, che cercava il sostegno delle masse con la distribuzione di cibo e il finanziamento di giochi e spettacoli. Tuttavia, aveva anche un lato oscuro, e si dice che abbia iniziato a organizzare attività criminali per finanziare le sue attività politiche.

La sua organizzazione criminale era composta da schiavi e disperati, che commettevano furti, rapine e omicidi su sua richiesta. In cambio, Clodio forniva loro protezione e denaro. La sua attività criminale raggiunse il suo apice durante la Guerra Civile tra Giulio Cesare e Pompeo, quando Clodio organizzò un gruppo di bande armate per mantenere il controllo delle strade di Roma.

La rivalità tra Clodio e Milo, ex gladiatore diventato politico, si intensificò quando Clodio iniziò a prendere in prestito i "servizi" dei gladiatori di Milo come guardie del corpo. In risposta, Milo organizzò un gruppo di schiavi armati per proteggere se stesso e la sua fazione politica. Ciò portò a un aumento della violenza nelle strade di Roma, culminando in un attacco a Clodio nel 52 a.C., che fu ucciso con 30 coltellate.

La morte di Clodio portò a una maggiore violenza e instabilità a Roma, con bande criminali che cercavano di prendere il controllo delle strade. Tuttavia, la rivalità tra Clodio e Milo ha fatto la storia dell'antica Roma, e la sua eredità continua ad essere studiata dagli storici moderni.

In conclusione, l'antica Roma non era immune alla criminalità, e Clodio è stato il primo vero "padrino" di un'organizzazione criminale nella storia romana. La sua rivalità con Milo e il suo gruppo di schiavi armati è stata una delle più famose della storia di Roma e ha avuto un impatto duraturo sulla società dell'epoca.

🏛️🗡️📜

Nel sistema giuridico dell'antica Roma, l'omicidio era considerato uno dei reati più gravi e veniva punito con la morte. Tuttavia, la gestione dell'omicidio era diversa a seconda delle circostanze.

Nel caso in cui un cittadino uccidesse un altro cittadino, l'accusato doveva essere processato di fronte al tribunale. In questo caso, era importante dimostrare la colpevolezza dell'imputato e l'accusa doveva essere sostenuta da prove concrete e testimonianze.

Tuttavia, se l'omicidio era stato commesso accidentalmente o in legittima difesa, l'imputato poteva richiedere il giudizio della triade degli dei capitolini. In questo caso, l'accusato doveva recarsi nel tempio della triade e invocare il loro giudizio. Gli dei venivano chiamati a decidere se l'omicidio era stato commesso per legittima difesa o per accidente, e se fosse stato ritenuto tale, l'accusato sarebbe stato scagionato.

Inoltre, l'omicidio commesso da uno schiavo o da un estraneo era gestito in modo diverso. In questo caso, l'accusa non veniva sostenuta da prove o testimonianze, ma l'arresto dell'imputato era sufficiente per dimostrare la sua colpevolezza. L'imputato veniva quindi punito con la morte.

In generale, la gestione dell'omicidio nell'antica Roma era severa e rigorosa, ma era influenzata dalle circostanze specifiche del reato.


Curiosità criminologiche: quello che i media non ti dicono

Francesco P. Esposito, criminologo forense, condivide una serie di curiosità criminologiche sorprendenti — fatti reali che ribaltano le convinzioni comuni sul crimine, sui criminali e sulle indagini. Dalla statistica forense alla psicologia investigativa, passando per casi studio che hanno cambiato il modo di fare criminologia. Quello che forse non sapevi e che cambia il modo in cui guardi il mondo.

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Vieni con me nel porto di Tangeri


L'oro del Marocco si trova a Tangeri: la città ribelle, violenta, dal bacio feroce che ti azzanna alla gola, una fama nera legata alla droga e alla prostituzione. Tangeri trasformata completamente grazie allo sviluppo del porto industriale, affacciata su un braccio di Mediterraneo di 14 chilometri, lì dove Ercole separò l'Africa dall'Europa. 

Nei giorni limpidi si vede la costa spagnola dall'altro capo dello stretto dominato dalla rocca di Gibilterra. L'Europa è a poca distanza, si può stendere il braccio e farsela con facilità. Tangeri, una popolazione di un milione di abitanti ufficiali e un’altra enorme e sconosciuta di migranti nascosti come fantasmi in casette, cunicoli, boschi, fogne, cantinole e garage. 
Una città che ha preso il largo come centro portuale di interesse internazionale.

Tangeri che convive tra morte e futuro, tra speranza e degrado, in bilico tra un futuro pieno di promesse e un passato sempre troppo prossimo. È la città dei petit taxi tra spaziosi viali, golf club e il centro ippico. Aiuole curate si specchiano tra le enormi ville e i caffè eleganti, ma il salto nel buio avviene all’improvviso, dal lusso e dal benessere alla fame e alla disperazione. 
Così, imponenti viali moderni si trasformano velocemente in meandri di budelli di strade in terra battuta e polvere, dove bambini giocano davanti a negozietti rabberciati, mentre un rinsecchito cane randagio pascola tra i rami secchi e la spazzatura all’ombra di un minareto.

Tangeri, sulla collina di Rah Rah, le case, in realtà stanzette, sono la dimora di folti gruppi di rifugiati stipati come topi in tubi di Pringles al formaggio, dove i boschi attorno sono lo scenario di tendopoli improvvisate, stracci stesi al sole, fornelletti di brace di rottami. Tangeri dove l'Hashish ha costruito la marina, i viali, gli eleganti palazzi, i piano bar in stile parigino e le aiuole fiorite tutto l'anno: la facciata cittadina è stata rifatta dalla droga, il suo lifting è pompato dai soldi e droga liquida sottopelle, sottotraccia.

da Pizzakebab, il mio libro sulle mafie italiane ed estere in Italia.

Pizzakebab: immigrazione, criminalità e conquista delle etnie straniere

Tangeri: il crocevia del crimine transnazionale nel Mediterraneo

Il porto di Tangeri è uno dei nodi strategici del crimine transnazionale nel Mediterraneo. Francesco P. Esposito, criminologo forense, racconta in prima persona quello che ha osservato: le rotte del traffico di esseri umani, le dinamiche delle organizzazioni criminali che sfruttano la migrazione e i meccanismi di controllo del territorio portuale. Un reportage forense, non turistico.

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sabato 11 marzo 2023

10 fatti wow sulla criminologia

10 Cose Wow sulla Criminologia ✔️
La criminologia è la scienza che studia i crimini e i criminali, per comprenderne le cause e prevenire futuri reati.
🧠
La psicologia criminale cerca di capire il comportamento criminale attraverso l'analisi della personalità e delle motivazioni dei criminali.
🔍
La criminologia forense si occupa di raccogliere e analizzare prove per aiutare la giustizia a risolvere i casi criminali.
💡
La criminologia critica sostiene che le cause della criminalità sono radicate nella struttura sociale e nella disuguaglianza economica.
🚫
La teoria del controllo sociale sostiene che le norme sociali e i valori impediscono a molte persone di commettere crimini.
👥
La teoria della devianza sostiene che le persone diventano criminali a causa di una deviazione dalle norme sociali accettate.
🏢
La criminologia ambientale si concentra su come l'ambiente fisico e sociale influisce sul comportamento criminale.
🤝
La criminologia sistemica si concentra sulle interazioni tra individui e le istituzioni sociali per comprendere la criminalità.
🌍
La criminologia comparata studia come la criminalità e le politiche criminali variano tra culture e paesi.
📈
La criminologia evolutiva si concentra su come la criminalità cambia nel tempo e su come le società reagiscono a essa.

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